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CREMASCHI, Andrea

Parola-suono-silenzio: {Guai ai gelidi mostri} di Luigi Nono

2005

lunedì 16 aprile 2007, di Rob Weale

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L’articolo contestualizza il processo compositivo di Guai ai gelidi mostri all’interno della ‘serie’ (secondo l’interpretazione che Nono fa della propria opera) di opere scritte fra il 1980 e il 1983 in preparazione dell’opera Prometeo. L’autore analizza le varie dimensioni del brano: il trattamento del testo di Massimo Cacciari e il processo creativo. Si sofferma sulle quattro sezioni, sul principio compositivo di alternanza tra controllo e aleatoriet√ , il trattamento melodico, armonico e ritmico delle durate, la scrittura delle parti per le voci voci con scale in temperamento equabile, per i fiati con microtoni, per l’elettronica che fa da ponte tra i due sistemi di temperamento. Nove pagine sono dedicate alla descrizione dei filtri e delle bande passanti caratterizzate dall’intervallo di quarta eccedente, del delay che crea canoni e si integra con il trattamento delle durate, l’harmonizer che fa effetti di trasposizione e phasing, l’alternanza tra l’idea di canto gregoriano e canto sinagogale, la spazializzazione con l’Halaphon (descrizione delle 12 programmazioni degli algoritmi),la microfonazione. Il principio che caratterizza l’opera √® quello dialettico: l’alternanza tra la frammentazione dei materiali e l’attenzione per la macroforma, il controllo e le scelte arbitrarie. L’autore perviene alle conclusioni attraverso l’analisi degli schizzi preparatori (schemi, tabelle, testi) che gli permettono di tracciare i cambiamenti (soprattutto tagli) tra l’esecuzione di Colonia del 1983 e quella di Parigi del 1985.

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